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“Figlio di santa donna” – riassunto del romanzo

25 Giugno 2016 1 commento

Il protagonista del romanzo si chiama Cristiano Tenebroso, è un serial killer – lucido malato di mente, e svela (consegna, affida) i trascorsi della sua vita ad uno psicanalista. Gli confessa la propria infanzia – soffermandosi su un’adolescenza dolorosa; le proprie stranezze – divagando su episodi grotteschi; i propri omicidi – dichiarandoli lucidamente razionali e basandoli su invisibili/discutibili realtà.
Pur avendo più volte ucciso, Cristiano Tenebroso non vuole convincersi di essere un assassino e, nell’aprirsi al suo analista, parla con necessaria frammentarietà, frenesia e addirittura con divertissement. Proprio come fanno i pazienti nel raccontare tutto ciò che giunge loro in mente, Cristiano dice la sua infanzia, il passato recente, i ricordi in parte divertenti, i pensieri reconditi ecc.. Il killer si confida col dottore e nello stesso tempo racconta al lettore. Proprio per questo motivo, la struttura del romanzo è un continuo trasformarsi, un lungo svilupparsi tra dialogo e narrazione, tra fatti raccontati all’analista e storia riferita dal protagonista al lettore. Questo parlare e narrare si fondono e si alternano.
La madre del protagonista, una bigotta, è stata abbandonata dal marito tradito, presunto padre di Cristiano. La donna, infatti, aveva allacciato una relazione con il parroco della chiesa e procacciava indulgenze plenarie a pagamento. Sotto ipnosi, Cristiano svelerà che il suo vero padre è il giovane parroco. La madre influenzerà in maniera negativa l’infanzia del figlio. Quest’ultimo crescerà schivo, lontano dalle relazioni sociali ed affettive, sino a diventare impotente e cinico. La sua impotenza e il suo cinismo lo porteranno ad odiare le donne e a diventare assassino.
Cristiano Tenebroso narra, inoltre, i suoi rapporti col suo maestro di vita, Zio Marcello, raffinato collezionista oltre l’immaginabile, vecchio e malato di tumore che abita insieme alla bizzarra gemella, con la quale condivide spregevoli segreti. I due vivono in un appartamento di 15 stanze trasformato in un personale museo privato e contenente un tesoro accumulato in modo misterioso.
Quando Cristiano è ormai “guarito”, anzi crede di esserlo, entra nella sua vita Chiara Felsini, un commissario di polizia al quale stava per costituirsi. Cristiano rapisce la donna e tra i due inizia, tra bugie e verità, un perverso gioco al massacro dal finale inaspettato.
Inizialmente, gli episodi narrati non hanno nessun apparente legame tra loro. Poi, però, convergono a disegnare il profilo del protagonista e a spiegare situazioni dapprima lasciate aperte.
Le storie sono tutte narrate in prima persona da Cristiano Tenebroso. La prima storia indugia sulla memoria del protagonista; la seconda racconta gli episodi via via vissuti da Cristiano nei suoi rapporti con gli altri. Le storie andranno a congiungersi negli ultimi capitoli, sino a formarne una sola, sino allo svelamento finale.
Benché non sia usuale farlo, ho distinto i capitoli in numeri romani e in cifre ordinali per identificare i diversi piani narrativi temporali.
FIGLIO DI SANTA DONNA è un romanzo che non fisserei rigidamente in una definizione di genere, anche se, dovendolo necessariamente catalogare, lo definirei .

Sarde salate

25 Febbraio 2009 Commenti chiusi


  "Sai qual è il mio cibo preferito?". disse il serial killer.Sarde salate. Quelle che vendono sottosale. Ripulivo quattro o cinque sardine eliminando il sale in eccesso. Le lavavo con aceto. Non con l’acqua. Con aceto. Poi mettevo le sarde in un piatto e le marinavo con olio extravergine d’oliva, e con il succo di mezzo limone, aggiungendo pepe, nero e rosso. Le lasciavo con la lisca, le sarde. Le mangiavo spezzandone un pezzettino per volta. Afferravo per la coda una sarda, la sollevavo al di sopra della mia testa e, aprendo la bocca, mordevo la punta della sarda che penzolava.   

Dunque, l’uomo non è (non si considera) un serial killer. Il suo analista non giudica il suo paziente, non gli da consigli. Durante le sedute interviene sporadicamente e in maniera scarna, ma sarà anche una presenza fondamentale e determinante e sarà amato ed odiato dal suo paziente.

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nuovo romanzo

25 Febbraio 2009 Commenti chiusi

 

Ho appena finito di scrivere un romanzo, un thriller. L’ho intitolato "Io non sono un serial killer". Qualcuno sa se c’è un editore disposto a pubblicarlo? (E non ridete, per favore).

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