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nuovo romanzo

25 Febbraio 2009

 

Ho appena finito di scrivere un romanzo, un thriller. L’ho intitolato "Io non sono un serial killer". Qualcuno sa se c’è un editore disposto a pubblicarlo? (E non ridete, per favore).

Questo è il riassunto.

Un uomo si racconta, e scopre se stesso. Scopre com’era, com’è diventato. Scopre le sue origini, la sua infanzia, la sua impotenza sessuale. Prende coscienza di essere un assassino. Lo scopre parlando. Narrando. Descrivendo i suoi sogni, le sue debolezze e i suoi pensieri, nell’oscurità dello studio di un (taciturno) psicanalista. 

Il protagonista del romanzo, che si chiama Cristiano Tenebroso, racconta ciò che non ha mai osato confessare neppure a se stesso. Inizialmente non accetta quelle verità che lui stesso, con i suoi racconti e le sue confessioni, fa emergere. Insieme allo psicanalista e nel dipanarsi delle vicende, il lettore scoprirà che Cristiano Tenebroso ha ucciso dodici persone (più una di cui, a sorpresa, si saprà alla fine). 

Cristiano non è un comune assassino di prostitute e d’innocenti ragazze. Egli, appunto, "non è un serial killer". Le sue azioni non hanno il medesimo modus operandi. Ucciderà per svariati motivi. Verrà così fuori tutta l’umanità del personaggio, per il quale il lettore, dopo la normale avversione iniziale, può arrivare persino a provare simpatia. Se il romanzo fosse un film, sarebbe un film visto dalla parte dell’assassino, e non dalla parte del solito ispettore che gli dà la caccia. In questo romanzo, l’assassino non è un pazzo da catturare, e non c’è nessuna spietata caccia al killer. Non c’è un serial killer da individuare ed arrestare all’ultimo minuto. C’è un uomo, da capire. Che uccide e vuole farsi capire, vuole farsi conoscere. Quel killer è un uomo che si sottopone volontariamente sia alle cure di un Centro di Salute mentale, sia a quelle di uno psicanalista.

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