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caffettiera

25 Febbraio 2009

 

Una delle moderne caffettiere si chiamava "Principessina". L’aveva inventata una casa produttrice di caffè, la Lavazza. Chissà perché, chiamarono la caffettiera "Principessina Lavazza". Aveva il recipiente bombato e la parte superiore era un perfetto cilindro. Durante una dimostrazione allo stand di una fiera, assaggiai un caffè fatto proprio con la "Principessina". L’hostess mi sorrideva e gentilmente mi offriva la tazzina fumante. Era gratis, quindi accettai. Un ottimo caffè. Pensai di acquistarla, quella caffettiera, ma era costosa e lasciai andare.

Durante un viaggio a Montecarlo, dove andavo di tanto in tanto per una puntata al casino, notai che il cambio della lira era favorevole rispetto al Franco francese (c’erano ancora la lira e il franco francese, allora). Non so come, mi venne in mente di approfittarne per comprare quella caffettiera miracolosa che faceva un ottimo caffè, simile a quello dei bar: denso, scuro e con un sottile strato di schiuma in superficie.

Entrai in un negozio d’elettrodomestici e dichiarai alla commessa che era mia intenzione acquistare una caffettiera. La commessa mi presentò molti modelli, ma non la "Principessina". Cercò tra gli scaffali, ma non seppe accontentarmi. Successe lo stesso in un secondo negozio. La ditta produttrice era una ditta di caffè internazionale, molto famosa. La reclame di quella caffettiera faceva capire che la distribuzione nei negozi era capillare, non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Al terzo negozio, intervenne il proprietario. Fermò la commessa e mi disse:

"Signore, a Montecarlo non troverà mai una caffettiera con quel nome, nemmeno se volesse pagarla a peso d’oro".

Solo allora realizzi che Montecarlo era un Principato, con principi, principesse e principessine. Non avrebbero mai messo in vendita una caffettiera chiamata "Principessina".

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