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Lettera a studenti universitari argentini.

8 Febbraio 2009

   Carissimi amici argentini, cara Norma Nieto, cari studenti universitari, innanzi tutto vi ringrazio per la scelta da voi fatta in merito al mio testo teatrale, intitolato LUI, NON NOI, che rappresenterete, scelto come saggio di fine anno per il orso di Lingua Italiana.

È un testo sicuramente demenziale, è vero, ma ha un contenuto sostanziale, un significato sociale (il mondo moderno che ha bisogno di pace, di tranquillità, di comprensione). E’ un modesto "messaggio" che ho voluto dare usando la scrittura teatrale.

Grazie a voi, il mio pensiero ha raggiunto lo scopo. Appena ho saputo da Norma Nieto, la vostra insegnante, che avevate scelto il mio copione per la rappresentazione, sono stato molto contento. Quando, poi, ho visto le vostre fotografie, mi sono emozionato.

Ho guardato i vostri giovani volti, le vostre espressioni e i vostri sorrisi, ed ho pensato: "Questi ragazzi hanno qualità eccezionali". Lo dico con sincerità, non per farmi bello ai vostri occhi. Anche in Italia, molte Compagnie teatrali mettono in scena le mie commedie, ma non è la stessa cosa, credetemi. Non ho mai scritto agli attori italiani quello che (col cuore) sto scrivendo a voi, che non siete attori veri. Per me siete più che attori: siete il futuro. E vi auguro di poter realizzare nella vita tutto ciò che desiderate. Ed è per questo che, già da qualche giorno, non posso fare a meno di ripetermi: "Dall’altra parte del Mondo, in Argentina, un gruppo di giovani studenti sta dando vita ai personaggi da me creati e non potrò essere presente".

Ho notato che i vostri nomi e cognomi sono molto simili a quelli italiani. Alcuni sono perfettamente uguali a quelli che esistono in Italia, da Gerardo a Luciano, da Virginia a Natalia. E poi Casali,Giordano, Caporossi, Nola, Pizzorno. Del resto, l’Argentina ha accolto generazioni di italiani ed ancora oggi sta ospitando figli e nipoti.

Forse, nelle vostre vene scorre sangue italiano.

Vorrei essere in mezzo a voi, sia alle prove, sia al debutto. Siete grandiosi. E vorrei darvene atto (vorrei cioè testimoniare la mia gratitudine per voi) davanti al vostro pubblico. Se lo volete, se lo ritenete opportuno, prima dell’inizio della rappresentazione, potreste leggere questa mia lettera al pubblico in sala. Per me, sarebbe come essere lì, presente, con voi, seduto in prima fila. (Visto che studiate italiano, potreste approfittare e tradurre la lettera: vi servirebbe da esercitazione, no?).

Dal 17 dicembre 2008 sino al 21 dicembre, sarà rappresentata a Roma, al teatro Albertino, la mia commedia intitolata SE SPOSI QUELLO, FIGLIA MIA, TI SISTEMI e ne sono contento. Ma sono molto più contento per la rappresentazione che verrà fatta a Bahia Blanca.Sono sicuro che, in ogni modo, sarà un successo.

Aspetto le vostre foto di scena e quelle degli spettatori presenti in sala. Rinnovo il mio ringraziamento ed invio un cordiale saluto a voi e al pubblico argentino.

Salvino Lorefice.

 

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