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Il Pirata dell’Isola dei Bonsai

14 Novembre 2003

Ho scritto un romanzo. Anzi, ne ho scritti sette. L’ultimo è “Il Pirata dell’isola dei Bonsai“. Eccone il riassunto.

La vicenda, che si sviluppa nell’arco di circa trent’anni, a partire dagli Anni Novanta, inizia con l’incontro fra Teo e Cristina. I due erano fidanzati e non si vedevano da cinque anni. Quest’incontro apre la narrazione ad una serie di avvenimenti tra passato e presente. Tra una storia d’amore e una vita avventurosa, Teo scoprirà di essere padre di Simonetta, una bambina di quattro anni, sordomuta dalla nascita, avuta da Cristina quando lui era ancora studente. Una scoperta che cambierà la sua vita.
Teo è un giovane ingegnere informatico che vuole realizzare un sogno: rendere libero il Web da ogni forma di controllo e di censure e metterlo al servizio dell’Arte. Il progetto sembra ambizioso, ai limiti dell’impossibile, eppure lo realizzerà.
Nella Prima Parte, in un intreccio tra realtà e ricordi, si scoprirà che Teo è un pirata informatico che lavora per la multinazionale Generalsoft. È diventato hacker per vendicarsi proprio della Generalsoft, che lo aveva scartato ad una selezione per manager. Ottimo studente, laureatosi discutendo una tesi rivoluzionaria, Teo viene assunto dalla stessa multinazionale per svolgere mansioni di secondo piano ed è inoltre costretto ad accettare un basso stipendio. Nella sua attività di hacker, Teo si firma “Il Vendicatore”, riscuotendo successo in Internet (“non c’erano hacker che non avessero tentato di imitarne le imprese”). Facendo l’Insider trading, Teo accumula un’immensa ricchezza che in seguito gli servirà per comprare unisola nell’Oceano Pacifico, che diventerà poi il centro della sua attività.
La Generalsoft, frattanto, assolda dei killer per dare la caccia a Teo. Una caccia all’uomo che fa prendere un risvolto da thriller a quello che sembra essere un romanzo d’amore. Questa caccia, ordinata dal Consiglio d’Amministrazione della Generalsoft per smascherare e punire colui che ha causato danni alla multinazionale per milioni di dollari, crea una serie di circostanze, tra le quali la morte di uno dei due killer nell’appartamento di Teo. Di qui l’accusa di omicidio che trascina Teo in carcere.
Ed è proprio in carcere che incontra Padre Ruggero, il cappellano, che lo aiuta a capire che la pirateria informatica può essere usata per il Bene e può diventare un’Arte o servire l’Arte.
Con uno stratagemma informatico, Teo evade e, con Cristina e Simonetta, si stabilisce su un’isola del Pacifico, da lui ribattezzata “Hope Island”, dove fonda una sorta di Comunità che accoglie tutti gli hacker che condividono le sue Idee e che siano disposti a contribuire allo sviluppo del suo progetto. (“Hope” venne interpretato sia come Speranza, sia come acronimo per Hacker On Planet Earth.)
Hope Island è un’isola fuori dalle acque territoriali, dove viene studiato e realizzato il sogno di Teo, una nuova forma di comunicazione che diventerà Arte e con la quale tutto ciò che prima era carta scritta, diventa realtà nella mente di chi ne usufruisce.
Ad Hope Island si tiene il primo Hackemeeting mondiale, che diviene un grande “HackLab” permanente. Un laboratorio in cui i partecipanti, esperti d’informatica, artisti e tecnici elettronici, possono sperimentare la passione per la telematica e l’informatica creativa. In capannoni prefabbricati, simili nell’aspetto a grandi officine, i giovani inventano programmi e nuovi strumenti per utilizzare al meglio i software. Ciascun programmatore può concentrarsi su aspetti specifici di utilizzazione e ne apporta miglioramenti sino a trovare la soluzione ottimale. Altri programmatori, invece, lavorano sugli stessi programmi per metterli alla prova e trovarne i difetti. Si viene così a creare una sorta di palestra, dove l’allenamento tra hacker diventa una sfida per superare barriere apparentemente insormontabili. Hope Island diviene così un Porto Franco dell’Universo informatico, un posto in cui è obbligatorio transitare per chiunque abbia qualcosa da dire, qualcosa di innovativo da offrire e che voglia regalarlo all’Umanità.
Era stata decretata la fine della lettura di un romanzo e veniva battezzata l’Era della percezione di un romanzo. L’Era dei microchip X9. L’era degli Psicolibri. Gli hacker divennero moderni copisti e molti romanzi vennero trasformati in un insieme di impulsi. Una grandissima combinazione di impulsi. (…) Il problema non era quello di creare un programma che producesse semplicemente un film mentale. E non era neppure Realtà Virtuale. Quella ormai era storia passata. Oggi veniva creato un programma che permetteva di “vivere” le emozioni, i sentimenti e lo stato d’animo dei personaggi di un romanzo.
Solo alla fine il lettore scoprirà che Simonetta, ormai adulta e ormai “guarita” grazie alle tecniche della scienza, aveva rivissuto, con la nuova Arte creata dal padre, il diario di Teo.
Nel corso della narrazione vari personaggi contribuiscono alla formazione e maturazione di Teo che, da semplice pirata informatico, si trasforma in ideologo del Web.
Tra i personaggi descritti vi sono due terroristi, che vogliono ricostituire una Colonna di Brigate Rosse. Uno dei due terroristi è una ragazza, Adriana, che col suo amore vorrebbe convertire Teo alla Lotta Armata. La Rivoluzione contro l’Imperialismo della Globalizzazione dovrebbe essere narrata e propagandata in Internet e perciò vogliono arruolare Teo. I tentativi di Adriana sono vani. Lei morirà di AIDS in carcere.
Il Consiglio d’Amministrazione della Generalsoft, i killer, le vicende del passato di Teo, i compagni di carcere, sono altri elementi che fanno risaltare la figura del protagonista. Infine sono ricordati e descritti gli ultimi discendenti del popolo Maohi, che vivono nell’isola incontaminata e con paesaggi mozzafiato. Quell’isola scelta da Teo come ultima dimora.
Il funerale di Teo si svolgerà nella tradizione di questo popolo. Una tradizione che il Pirata ha sempre salvaguardato, pur vivendo egli stesso con la tecnologia del Villaggio Globale.
Teo morirà nelle sue officine informatiche. Come nel vecchio west dei pionieri che fecero l’America, anche in quell’isola nel Pacifico il retro della casa era diventato il cimitero di famiglia che Teo ha voluto ornato con migliaia di bonsai, quei bonsai che sono stati la seconda passione di Teo. Quella seconda passione che in passato lo hanno salvato, dalla morte prima e dalla prigione poi. Quei bonsai che, forse, con i segreti racchiusi tra le radici, potrebbero essere la salvezza dell’Umanità.

N.B.: se sei un Editore e ti interessa questo romanzo, scrivimi.

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