Home > Argomenti vari > Perchè non lo fate anche voi?

Perchè non lo fate anche voi?

17 Settembre 2003

FATELO ANCHE VOI

Per sopravvivere, in una metropoli, si prova di tutto, soprattutto quando si è giovani studenti universitari spensierati. A volte, sono i tentativi più assurdi a dare i risultati migliori.
Tempo fa un mio compagno di università – allora frequentavo il Politecnico di Torino – mi disse di avere letto, su una rivista, che in America, “negli USA”, sono centinaia di migliaia le persone che vivono alle spalle delle grandi ditte. Per esempio: è sufficiente che una persona scriva ad una Ditta di pomodori pelati in scatola segnalando che in una scatola di loro produzione non c’erano pomodori pelati, bensì baccalà secco, per vedersi recapitare a casa, dopo pochi giorni, intere casse di pomodori pelati: un regalo inviato dalla Ditta per “ringraziare della cortese segnalazione e per scusarsi dell’errore”. Allo stesso modo si comportano le Ditte di spaghetti, di caramelle ecc. Per le Ditte, queste persone si trasformeranno in pubblicità vivente. Pubblicità gratis, naturalmente.
Forte di questo fatto il mio amico raccolse alcune conchiglie, alcuni tappi di bottiglie, un po’ di spago, delle vite, e mise il tutto dentro una lattina vuota di coca cola. Fece un pacchettino e lo spedì ad una grossa industria di radio e registratori. La lettera di accompagnamento suonava pressappoco così: “Spett. Ditta, il radioregistratore che ho comprato presso una vostra succursale non funziona. Lo potete constare Voi stessi. Ve lo invio per farlo aggiustare. Distinti saluti.”
Dopo qualche settimana il mio amico si vide recapitare un radioregistratore nuovo, due tappi di bottiglia e una lettera che diceva: “Gentile cliente, ci scusiamo per l’incidente. Le inviamo, insieme al suo radioregistratore riaggiustato, due pezzi che non figurano nel nostro ultimo modello. Cordiali saluti.”
L’ironia e la capacità di stare al gioco di quella Ditta fece sì che le due lettere comparvero su un giornale e la Ditta ci guadagnò in pubblicità.
Io facevo, e faccio, tesoro di ogni esperienza, non per nulla mi definisco, quale romanziere, “archeologo della Vita”. Sicché, da faccia tosta, rafforzata dalla mancanza di soldi, volli provare anch’io. Da non crederci, ma voi credeteci. Ecco ciò che feci.
Un mio amico aveva regalato alla sua ragazza una scatola di cioccolatini. Dentro ad ognuna di queste scatole c’è un tagliando per i reclami che dice: “in caso di reclamo allegare il presente tagliando”. Ed ebbi l’idea. Mi feci dare il tagliando e scrissi alla ditta dicendo ci aver trovato una intera scatola di cioccolatini avariati. Non scrissi altro. Dopo quindici giorni mi giunse una lettera che mi autorizzava a recarmi presso una lussuosa pasticceria del Centro di Torino per ritirare una nuova scatola di cioccolatini. E così feci. Oggi quella ditta è fallita, ma allora era una grande S.p.A. il cui Logo erano due vecchietti che bevevano una tazza di cioccolata calda.
Dopo questo primo successo, non solo continuai, ma incoraggiavo gli amici a fare altrettanto. Riccardo il mio ex compagno di stanza della pensione studentesca in cui abitavo, un cervellone che prendeva trenta e lode in tutte le materie, era troppo serio e indaffarato a studiare e non avrebbe mai fatto simili bravate. Un giorno mi disse di aver scoperto un errore su un libro. Era un libro scientifico, universitario, e gli errori non potevano essere tollerati. Soprattutto se si trattava di una formula matematica Colsi al volo l’occasione e scrissi alla Casa Editrice segnalando che a pagina “tot”, rigo “tot”, del volume “tot” c’era una formula inesatta, il cui errore era stato scoperto e verificato da noi studenti. Puntualmente mi giunsero i ringraziamenti e l’invito a richiedere, in omaggio, un libro di mio gradimento da loro edito (quella volta scelsi “Progettazione di apparecchiature industriali”).
Riccardo, stavolta, visto il mio successo, volle imitarmi. Segnalò un altro errore di un altro libro alla stessa Casa Editrice e, come di consueto ricevette, quale omaggio, un altro libro.
Questo sistema si stava rivelando una gallina dalle uova d’oro: i libri universitari erano (e lo sono ancora) costosi, e quindi con faccia tosta segnalai anch’io il secondo errore e conquistai un altro libro (“Principi di ingegneria chimica”, in due volumi).
Un’altra volta scrissi una poesia intitolata “Anche una pipa può far parte della tua vita”, ed era dedicata alla pipa, di cui ero un estimatore, oltre che fumatore distinto. (N.d.A: con un po’ di pazienza e un buon Motore di ricerca, se volete leggere la poesia, digitatene il titolo e la troverete da qualche parte in Internet. Chi non ne ha voglia, dovrà aspettare: verrò – forse – pubblicata sul prossimo numero de lalisca.com, nell’apposita rubrica di poesie). Inviai la poesia ad una Grande Casa costruttrice di pipe e il suo anziano fondatore, Achille Savinelli, per ringraziarmi e complimentarsi, mi inviò una pipa in omaggio la cui lettera di accompagnamento era stata da lui stesso firmata. Conservo gelosamente lettera e pipa, tenera compagna di innumerevoli e memorabili e solitarie fumate.
Poco prima era stata la volta di un motorino messo in palio dalla FIAT per chi avesse fatto un disegno per pubblicizzare un suo nuovo modello. Vinsi il motorino perché partecipai presso una concessionaria del centro, dove ero stato l’unico concorrente.
Un’altra volta scrissi ad una rivista a fumetti (L’intrepido, lo ricordate?) per segnalare loro un plagio. “?Quel racconto – scrissi – l’ho letto su un’altra rivista vostra concorrente” (Lancio Story, ricordate?) beh, per concludere: dopo pochi giorni mi è arrivata una lettera di ringraziamento con la comunicazione di assegnazione di un abbonamento annuale alla rivista, “quale omaggio per noi attenti lettori”.
Da allora ogni occasione era buona per scroccare un regalo.
Perché non lo fate anche voi?

Categorie:Argomenti vari Tag: , ,
  1. Maria
    17 Settembre 2003 a 23:11 | #1

    Perche’ se lo facessero tutti ci sarebbe il fallimento…io personalmente pero’ non riuscirei mai..sono troppo onesta

I commenti sono chiusi.